La Diaverum for Health Challenge 2025 ha rappresentato un momento di grande unione e partecipazione per tutta la nostra organizzazione: con 5.906 colleghi di 24 Paesi coinvolti in 275 attività dedicate al benessere, lo spirito del True Care si è espresso in modo concreto e coinvolgente in ogni angolo del mondo.
In Italia, abbiamo vissuto questa esperienza con la partecipazione di colleghi di ogni livello e di tutte le regioni in cui Diaverum è presente: dall’Amministratore Delegato all’Head of Medical Operations, dagli Head Cluster di Sicilia e Puglia fino agli Area Manager che si sono spostati appositamente per prendere parte alle attività.
Guidato dai cinque pilastri del benessere: sociale, mentale, ambientale, intellettuale e fisico, il team italiano ha dimostrato come prendersi cura di sé e degli altri possa assumere molte forme di solidarietà e condivisione, nella gioia di stare e vivere momenti speciali come questo.
Con un’iniziativa organizzata da Dario Magro, Well-being Ambassador per l’Italia, il team ha servito pasti a persone in difficoltà presso la mensa della parrocchia del SS. Redentore di Val Melania, a Roma. Un’esperienza intensa, che ha portato il gruppo fuori dalla propria comfort zone, ricordando che “non ci si abitua mai alla povertà”, come ha sottolineato Stephanie de Sury, ESG Global Manager, arrivata appositamente dalla Spagna per partecipare all’iniziativa.
Abbiamo compreso che ignorare i bisogni degli altri è impossibile: viviamo in una comunità che ci coinvolge tutti e alla quale dobbiamo rispondere con responsabilità. Il messaggio è quindi chiaro: la capacità di includere anche i più fragili è sinonimo di maturità e di responsabilità sociale.

La Challenge premia non solo l’impegno individuale, ma anche la creatività e lo spirito di squadra. Quest’anno, il team italiano si è distinto nella categoria Most Inclusive, vincendo il premio grazie a una straordinaria iniziativa di solidarietà a favore della comunità locale.
A livello globale, gli altri vincitori delle diverse categorie sono stati:
• Most Creative: il team “Ajvar” della clinica di Delčevo (Macedonia del Nord) per la celebrazione della cultura locale
• Most Fun: il team della Lewisham Dialysis Centre (Regno Unito) per le attività piene di energia
• Best Team Spirit: il team della sede di Casablanca (Marocco) per una giornata in bicicletta conclusa con un picnic condiviso
Questa edizione della Challenge conferma come impegno, collaborazione e creatività possano fare la differenza, premiando iniziative che uniscono divertimento, inclusione e spirito di squadra.
Il riconoscimento per il Paese con la più alta partecipazione è andato alla Macedonia del Nord, con una delle percentuali di coinvolgimento più elevate.
Questa edizione della Challenge ha confermato che True Care è una cultura che si vive ogni giorno: non solo prendersi cura dei pazienti, ma anche del benessere delle persone che contribuiscono quotidianamente a rendere forte la nostra realtà.
Chiara Durio, AD Diaverum Italia, ha commentato: “Ogni anno la Challenge ci ricorda cosa significa davvero il True Care: i nostri team in tutto il mondo si impegnano con passione, unendo attenzione alla salute, collaborazione e divertimento. Il 2025 è stata, senza dubbio, l’edizione di maggior successo fino ad oggi.”

Mentre Valeria Gigli, HR Director sottolinea: “L’iniziativa della mensa del SS. Redentore a Val Melania ha toccato ciascuno di noi in modo profondo. Servire un pasto, incontrare uno sguardo, ascoltare una storia sono gesti semplici che ricordano il significato più autentico del True Care. Quest’anno abbiamo scelto di uscire dalla nostra quotidianità e di metterci al servizio della comunità, vivendo un’esperienza che unisce emozione e responsabilità.
La Challenge crea energia e spirito di squadra, ma soprattutto invita a riflettere su ciò che conta davvero: prenderci cura non solo dei pazienti, ma delle persone e dei territori in cui viviamo. Quando il benessere incontra la solidarietà, nasce un valore che rafforza il nostro senso di appartenenza e dà continuità concreta alla nostra cultura.”