A Fondi abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con Medici di Medicina Generale, professionisti sanitari e rappresentanti del territorio su un punto molto concreto: il coinvolgimento reale di pazienti e caregiver nei percorsi di cura.
Durante l’incontro è emersa con chiarezza l’importanza di una collaborazione costante tra istituzioni, professionisti e pazienti, con l’obiettivo di contribuire a un migliore benessere psicofisico delle persone. Un percorso che non può essere costruito singolarmente, ma che richiede un lavoro condiviso, fatto di ascolto, presenza e accompagnamento nel tempo. In questo senso, il Sindaco ha voluto sottolineare il valore del lavoro svolto da FINTRED, ringraziando l’associazione per la sua presenza concreta e continua sul territorio.
Uno dei messaggi più forti emersi durante l’incontro riguarda la necessità di andare oltre la sola cura clinica. È stato più volte ribadito come si possa “curare” anche oltre la medicina, lavorando sul coinvolgimento attivo delle persone e su una dimensione educativa che le aiuti a sentirsi parte del proprio percorso. L’obiettivo è chiaro: permettere ai pazienti di non identificarsi esclusivamente con la malattia, ma di sentirsi prima di tutto persone.
Un tema centrale è stato quello dell’aderenza terapeutica, in particolare nei pazienti più giovani. Come evidenziato da Giuseppe Iacovelli (FINTRED), è fondamentale fare qualcosa di concreto per supportare quei pazienti, anche trapiantati o in dialisi, che tendono a dire “io sto bene così” e a non portare avanti correttamente la terapia. Il punto è proprio questo: intercettare queste situazioni e aiutare le persone a costruire una prospettiva, evitando che restino bloccate nel loro percorso.

In questo contesto, il ruolo dei professionisti sanitari diventa ancora più centrale, non solo dal punto di vista clinico ma anche umano. Come evidenziato dal Prof. Gaspare Elios Russo, è fondamentale lavorare per rendere la clinica sempre più un punto di riferimento per le persone: un luogo di ascolto, confronto e supporto, dove i pazienti possano trovare risposte ai propri dubbi ed essere accompagnati nel tempo.
Un approccio che aiuta a migliorare l’aderenza terapeutica, a sostenere la motivazione, accompagnare il percorso verso il trapianto e favorire anche il reinserimento sociale e lavorativo. Perché, prima di tutto, le persone hanno bisogno di essere comprese e accompagnate.
Durante il confronto è emersa anche la necessità di un approccio strutturato, basato su ascolto attivo, accoglienza e definizione di obiettivi realistici, ma anche sul coinvolgimento della famiglia e su una collaborazione multidisciplinare. Solo così è possibile costruire percorsi realmente efficaci e sostenibili nel tempo.
A dare ancora più valore a quanto emerso sono state le testimonianze dirette. Un paziente ha raccontato di essersi trovato bene sin dal primo momento, sottolineando come la sua paura principale fosse legata al non conoscere cosa fosse la dialisi e cosa significasse affrontarla. Un timore che è stato superato grazie al modo in cui è stato accolto e accompagnato.
Accanto a questa, anche la voce della sua caregiver, che ha condiviso un episodio apparentemente piccolo, ma molto significativo, legato a una visita ai Giardini di Ninfa organizzata dal Prof. Russo:
“Non si metteva più sul pullman, ma alla visita organizzata da Lei ai giardini di Ninfa è venuto volentieri, perché era accompagnato da Lei, Professore.”
Un racconto che evidenzia come la relazione, la fiducia e la presenza siano parte integrante della cura, tanto quanto gli aspetti clinici.
Il messaggio che emerge con forza è che la qualità non si misura solo nelle prestazioni sanitarie, ma nella capacità di costruire un percorso insieme al paziente e a chi gli sta accanto. Significa creare relazione, dare prospettiva e accompagnare le persone nel tempo, affinché nessuno si senta solo nel proprio percorso.
Un ringraziamento particolare va al Sindaco di Fondi, Vincenzo Carnevale, al Prof. Gaspare Elios Russo, Direttore Sanitario del Centro Diaverum di Fondi, a Francesco Di Coste e Giuliana Cesarano, Health Coach e Formatori nell'Educazione alla Salute, a Giuseppe Iacovelli per FINTRED e ad Amgen per il contributo non condizionante che ha reso possibile l’iniziativa.
